Brianza Pride. Human Pride.

Era il lontano giugno 1969 quando, a Stonewall, per la prima volta, alcune persone LGBT+ trovarono il coraggio di ribellarsi alle continue discriminazioni subite e scesero nelle strade per rivendicare rispetto e diritti pari a quelli di tutti i cittadini. Da allora molte celebrazioni del Gay Pride in tutto il mondo scelgono proprio quel mese per ricordare il primo passo verso la libertà e l’uguaglianza, di cui quest’anno ricorre il cinquantenario. Ed è questo il solco in cui si va a inserire la scelta di Rete Brianza Pride di organizzare a Monza sabato 6 luglio 2019 il primo Monza e Brianza Pride. Sebbene sia passato ormai mezzo secolo da allora, le battaglie contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale sono più che mai necessarie per permettere a tutt* di vivere serenamente la propria vita e di amare senza paura. Sono ancora molti, infatti, i settori in cui le persone LGBT+ non possono esporsi né agire in armonia con la propria identità di genere e il proprio orientamento sessuale. Questo accade sì nelle grandi città, ma ancora di più nelle realtà provinciali dove persistono tabù e timori, elementi essenziali di cui si nutre l’irrazionale fobia verso le persone omosessuali o transgender.

L’idea, la matrice, la nascita

Abbiamo dato vita ad un coordinamento di persone, soggetti, realtà, associazioni sensibili al tema dell’inclusione e dei diritti, in particolare per le persone LGBT+. Nel corso dei nostri serrati confronti siamo giunti a dirci che quello che vogliamo per la Brianza è uno Human Pride, perché ogni singolo esprime la propria preziosa personale diversità che lo rende speciale, indipendentemente da genere, colore della pelle, abitudini, credenze. Assolutamente e unanimemente certi del nostro essere « anti » (antisessisti, antirazzisti, antifascisti) abbiamo sentito la necessità di elaborare una lista delle cose che siamo, che sosteniamo, che fanno parte del nostro essere nel mondo. Ecco chi siamo:

Pro identità brianzola, pro Brianza a colori. Partire dai territori.

Crediamo che le lotte possano e debbano svilupparsi solo dai territori, dal sentirsi parte di una comunità, e dal prendere spazio in essa. Spesso si sente dire che la Brianza è grigia. Noi invece conosciamo una Brianza intensa, colorata, spettinata, ribelle, che rifugge questa imposizione del grigio e sceglie di colorarla, nonostante le difficoltà. Noi sentiamo, comunemente, questa esigenza: raccontare una Brianza diversa, sorprendente. Una Brianza decisa a inondare di colore, libertà e uguaglianza questa landa, dall’estrema punta di via Borgazzi a Monza, fin su ai colli briantei.

Pro partecipazione. Partecipazione come metodo.

Resta per noi di grande attualità il verso « Libertà è partecipazione ». La partecipazione è un metodo, un modo di stare nelle cose del mondo, che ci libera dall’indifferenza, dal grigiore, dal lamento, dal senso di impotenza. Che ci consente di entrare in contatto con l’altro e costruire, insieme, per la comunità. E permette di ampliare, grazie al confronto e alla messa a sistema delle risorse (creative, intellettuali, materiali...), le possibilità espressive di una comunità.

Pro diversità, pro libertà. Sì diversità, no disuguaglianza.

Affermiamo che la diversità è una ricchezza, un’opportunità, nonché una caratteristica intrinseca alla terra che abitiamo. La libertà, così come noi la concepiamo, rientra in questo capitolo. Partiamo innanzitutto dalla libertà per ciascun* di essere e scegliere ciò che è, e dalla libertà della comunità di accogliere quell’espressione unica e irripetibile in quanto tale, senza emettere giudizi, che divengono gabbie per le coscienze. In questa chiave va letto il nostro posizionamento per la libertà dei corpi da un canone di « perfezione » irraggiungibile e neppure auspicabile, e la nostra netta condanna alla discriminazione sulla base dell'aspetto fisico (bodyshaming). Siamo di contro avversi alla più lampante caratteristica della società in cui viviamo, e non da oggi: la disuguaglianza materiale tra le persone, in termini di opportunità, risorse, diritti.

Pro solidarietà, pro diritti.

Crediamo che i diritti e la felicità di tutt* e della collettività vadano difesi, con la resistenza civile e non violenta. Non possiamo tuttavia che comprendere coloro che si ritrovano o che si sono trovati costretti a difendere l’umanità, la dignità, la libertà dei popoli oppressi con altri strumenti. Auspichiamo che nessuno, in futuro, debba più ritrovarsi nella necessità di ricorrervi, ed è proprio per questo che difendiamo e diffondiamo i valori che ci sono cari. In quanto portatori di amore, benessere, comprensione, questi valori hanno in seme un modo diverso di stare nel conflitto. Noi continuiamo a gettare semi di pace, confidando che siano più forti delle armi che fanno arricchire qualche potente.

Pro educazione, pro sensibilizzazione, pro formazione, pro cultura. In una parola, cultura.

Riteniamo che ci sia un enorme problema culturale nella nostra società. I luoghi preposti alla formazione e diffusione di saperi, informazioni, competenze, sono sempre più svalutati, utilizzati o manovrati per fini meno nobili di quelli che dovrebbero perseguire. L’informazione libera e indipendente è una rarità. Lo stupro collettivo rivendicato sui social; la violenza scatenata per via delle preferenze sessuali, o per il colore della pelle; lo sfruttamento becero di lavoratori sottopagati e costretti a vivere e lavorare in condizioni oltremodo precarie; l’inquinamento senza scrupoli del territorio, in nome del business si combattono anche con la cultura. Noi sosteniamo l’idea gramsciana di cultura : « Cultura, non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma è la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo, i nostri rapporti con gli altri uomini. Ha cultura chi ha coscienza di sé e del tutto, chi sente la relazione con tutti gli altri esseri »

Le richieste

La legge sulle Unioni Civili del 2016 ha rappresentato una prima tappa fondamentale, andando a colmare un vuoto normativo ormai isolato in tutta Europa, e grazie a essa sono state finalmente riconosciute pubblicamente le coppie omosessuali e sono stati concessi quei diritti fondamentali di cui ogni coppia necessita per rendere stabile il proprio amore. Tuttavia, i passi da fare verso una completa eguaglianza sono ancora numerosi. Rete Brianza Pride chiede il naturale diritto per tutti di sposare la persona che si ama mediante il matrimonio egualitario, la trascrizione dei matrimoni contratti all’estero e la tutela dei matrimoni contratti dalle persone transessuali prima della rettifica anagrafica.

La questione legata alle coppie non è però l’unico terreno in cui chiediamo che siano riconosciuti diritti fondamentali. A priori, infatti, resta cruciale respingere l’omotransfobia come fattore discriminante e denigratorio. Anche qui ci aspettiamo che lo Stato, prendendo a modello i principi della Costituzione italiana, promuova l’approvazione di una legge a contrasto dell’omotransfobia, nonché azioni concrete da parte dei Comuni e della Provincia come, ad esempio, l’adesione alla rete RE.A.DY. Non riteniamo infatti ammissibile che in un paese democratico due persone dello stesso sesso non possano passeggiare mano nella mano per paura di essere oggetto di derisioni o vere e proprie aggressioni. Siamo da sempre un movimento che rifiuta ogni forma di violenza e chiediamo che l’identità di genere o l’orientamento sessuale non siano pretesti per atti discriminatori o vessatori.

L’omotransfobia va certamente combattuta e la prevenzione gioca un ruolo decisivo in questa battaglia! Purtroppo questo è ancora più vero nelle scuole, dove si riscontrano sempre più spesso episodi di bullismo perpetrati ai danni di ragazze e ragazzi che vengono discriminati in base alla propria identità o al proprio orientamento sessuale.

La scuola, invece, dovrebbe essere il luogo in cui ogni cittadino possa imparare la tolleranza e il rispetto delle differenze. Grazie all’importante contributo di associazioni competenti e ai loro numerosi incontri formativi, finalmente stiamo muovendo passi concreti verso lo sradicamento di qualsiasi forma di prevaricazione o di discriminazione, andando così a favorire il libero sviluppo della personalità sgravata da sensi di colpa e paura di essere esclusi.

Rete Brianza Pride è a fianco dei diritti delle persone transgender. Chiediamo che venga riconosciuto il diritto all’auto-determinazione, senza dover sottostare a lungaggini burocratiche psichiatriche e legali, poiché Transgender si nasce, non si diventa. Chiediamo che venga riconosciuto il diritto di scelta a intraprendere la terapia ormonale e a quali interventi di demolizione e di ricostruzione sottoporsi. Chiediamo anche che sia gli interventi sia le cure ormonali siano integralmente sostenuti dal Sistema Sanitario Nazionale e che non ci debbano essere liste d’attesa che superino i sei mesi, come invece attualmente accade, arrivando ad attendere anche oltre i due anni se non si dispone del denaro necessario per spostarsi nel settore privato e accelerare così i tempi. Chiediamo che tutti i professionisti nel campo medico siano formati sul nostro percorso per poterci offrire il miglior aiuto possibile, perché il diritto alla salute è un diritto inalienabile. Chiediamo che tutte le strutture sanitarie formino il proprio personale sul corretto trattamento delle persone Transgender, in modo da evitare ulteriori spiacevoli episodi di bullismo sanitario. Chiediamo, in sostanza, il diritto di essere riconosciuti come esseri umani ed essere trattati come tali, ossia con decoro e rispetto.